Ricostruzione storica
IL CONSIGLIO CENTRALE
ai tre saggi per il giudizio storico sul K2
Una lettera sottoscritta da giornalisti e storici dell’alpinismo, in cui si chiede l’avvio di una ricerca storiografica sulle sofferte vicende della conquista del K2 e sui casi intercorsi in quei difficili giorni a Walter Bonatti, merita un’attenta riflessione all’interno del Club Alpino; la ricorrenza del cinquantesimo rischia, approfittando dei riflettori accesi sull’evento e sui protagonisti del tempo, di far rivivere inopportuni strascichi di polemiche e di veleni, utili solo a sminuire il valore, anche affettivo, della grande impresa alpinistica.
Nel 1994, in occasione del quarantesimo, il CAI ha affrontato la questione e definitivamente assegnato a Bonatti il ruolo che gli spetta raggiungendo un punto d’intesa irremovibile, sancito dal pieno riconoscimento reciproco delle conclusioni maturate. La lettura dei testi allora pubblicati sulla Rivista è sufficiente ad esprimere una trasparente e serena convinzione a tale proposito. I sentimenti del tempo sono rimasti inalterati nei cuori e nelle opinioni di quelli che hanno conosciuto o seguito l’intera vicenda, nessuno escluso.
Vi è inoltre la forte preoccupazione che a nulla gioverebbe una nuova ricerca, o peggio che il suo significato possa venir strumentalizzato, trasformandosi in commissione d'inchiesta, se non addirittura d’indagine. Il Club Alpino è un’associazione di volontariato; al suo interno sono fortemente radicati i principi di lealtà e solidarietà che ispirano la stessa trasmissione dell’esperienza alpinistica, considerati principi fondamentali dell’andare in montagna. Questa condizione di partenza esprime una certa distanza tra chi opera all’interno del CAI e chi opera nel mondo dell’alpinismo in qualità di professionista, differenza che coinvolge anche la definizione delle rispettive finalità ed interessi. Ed è forse questa la distanza che separa i soci del CAI dai firmatari della lettera che chiedono l'avvio di un'inchiesta tecnico-scientifica.
Il Club Alpino pur ritenendo di aver affrontato con scrupolosa e sensibile attenzione la complessa questione ed aver esaurito con il 1994 la revisione storica della spedizione, raggiungendo quello che considera, ancor oggi, un convincente ed esauriente punto di conclusione, non intende per questo sottrarsi ai nuovi dibattiti. Si deve però affermare il principio che l’accettazione della proposta di rivisitazione delle gloriose giornate del K2 non raffigura per il CAI l’aspettativa di clamorose rivelazioni da snocciolare a buon mercato o di appetitose verità utili a speculazioni di basso profilo, quanto la permanente disponibilità del nostro sodalizio a confrontarsi, in qualsiasi momento e con la massima trasparenza, sulle opinioni, sulle idee e sui fatti, senza lasciar intendere in alcun modo che il nuovo studio tecnico-scientifico equivalga al disconoscimento dei risultati raggiunti nel ’94.
Piuttosto il CAI vuol cogliere l’occasione per riaffermare, senza il timore di ombre o fantasmi nascosti, quanto di positivo vi è stato nella spedizione, dai diversi ruoli alle componenti dell'organizzazione, dall’impegno delle singole persone allo spirito comune che ha sorretto lo sforzo della conquista. E' stata la vittoria di una squadra dove, con ruoli diversi, ciascuno ha saputo portare il suo indispensabile tassello, sacrificando anche la vita. Sarebbe ancora una volta errato concentrare la mitizzazione dell’evento solo su figure isolate, su Lacedelli e Compagnoni, certamente i primi salitori del K2, ma saliti sulle spalle dei compagni di spedizione che quindi, a pieno titolo, hanno diritto ad un unanime riconoscimento privo di gradazioni.
Nel cinquantesimo anniversario dell’impresa dobbiamo ricordarli tutti, con la loro umanità composta di pregi e difetti, ma soprattutto indicarli come virtuoso esempio di una squadra vittoriosa, i cui componenti devono rimanere ugualmente impressi nel nostro ricordo e nel nostro riconoscimento, sembra ombre e neppure eclissi di sorta.
|
Relazione MARAINI-MONTICONE-ZANZI Chiarificazione critico-storica di alcune questioni relative all'ultimo atto della salita del K2 30-31 Luglio 1954 |